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ADE C'E'

nella vita sempre e comunque........yeah!!!

SONO UN ARTISTA SOSPESA TRA CITAZIONE E CREAZIONE

...aspettando l'Africa,sognando la Francia...

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UN SALUTO A una persona incontrata solo per una sera..ma una sera un po' folle e particolare..mi dicono che ade c'è ..lo trovo scritto sui segnali della statale ADE C'è ...c'è o ci fa? Il mistero verrà svelato prima di precipitare nell'Ade...ho pagato il mio obolo..sn entrata nel tuo spazio virtuale e ti saluto con affetto............
ilaria
Dec. 18
March 07

...

E' possibile che l'amore sia tutto                                                                                                                                    tranne che amore.
E' possibile che sia paura, orgoglio, finzione.
Fuga dal vuoto. Approdo.
Una punizione che ci si infligge.
Il premio al sacrificio.
Forse
dire che l'amore non esiste..
..è parlar di niente.

Ma parlare dell'amore è come stare in silenzio.
Penso sia vita vera.
Vera vita silenziosa.

Sia racconto e testimonianza di qualcosa che succede.
Altrimenti ogni canzone che parla del cuore sarebbe una canzone.
Invece le nostre orecchie ascoltano musiche vuote ed insensate,
che vorrebbero parlare, ma che non alzano una foglia con il loro finto dolore.

Non basta. Non basta parlare di belle melodie per parlare di amore.
Non basta uccidere un foglio, sprecarlo, scrivendo l'elogio alla donna.
Magari fosse così facile.

L'amore vero uccide qualsiasi condanna, cammina sopra ogni cosa.
Persino a Dio, che è amore infinito si dice. L'amore vero Dio se lo mangia.

L'amore vero per me va oltre gli anelli, oltre le leggi, oltre le convenzioni.
Dura un attimo, ed in quell'attimo chiude i libri di storia, le bibbie, spegne persino le luci della scienza.

Non vi è più ragionamento, richiesta o inganno che possa metterlo in crisi.
L'amore vero della verità si fa burla. E non chiede permesso.
Non conosce il colore. E' tra donne, uomini. E' libero.
Prima o poi arriva, e prima o poi
ruba qualcosa ad ognuno.

March 04

...

ho riflettuto nel tempo sull'importanza di apparire. essere non basta ed è l'apparire a diventare l'essere quando ci si abitua a farlo. e dopo anni mi rendo conto che cambiarsi per piacere e cambiarsi per piacersi sembrano ma non sono la stessa cosa. che ciò che piace non è ciò che ci facciamo piacere. e via così di seguito. mentre oggi ascoltavo per strada "impressioni di settembre" con indosso la maglietta di jim morrison,che non indossavo da tempo, ho pensato che certe cose sono  comunque belle tenerle dentro di se. per saper(si) apprezzare. e per sorridere quando ti dicono "non sono quello che sembro." salendo gli stessi gradini ma in modo diverso. diverso nel movimento ma non in quello che dice. è sbagliato volere certezze?
February 26

messaggi di posta

tutto questo sì è svolto tra i messaggi di posta di fessbuk,tra me e teschio della morte
 
ADE:
ma era un sogno stranissimo...e in verità molto complicato da spiegare...cmq ci provo,và
praticamente c'erano due ragazzi, un lui e una lei,che stavano tipo in un parco mi sa con degli alberi alti e grossi, e stanno parlando di varie cose che al momento avevano un certo peso e valore(ma ora nn mi ricordo cosa si dicevano,mi sa di intrighi amorosi tra i due)e a un tratto la ragazza nota un ragazza identica a lei nascosta dietro a un albero e chiede al ragazzo se la vede anche lui, il ragazzo le risponde di no, ma che anzi vede un ragazzo identico a lui che la ragazza però nn vede perchè vede un'altra lei, poi non so da dove,sbuca fuori vicino ai due ragazzi veri,un altro amico che vede nascosto sempre dietro a quell'albero un altro uguale a lui e quindi nn vede gli altri suoi amici.
poi,dinuovo non so come e nn so da dove escono, arriva una mandria imbestialita di elefanti che inizia a seguire i ragazzi(sia veri che immaginari)e ad ogni ragazzo "corrisponde"un elefante, cioooè ogni proiezione di quei tre ragazzi è in realtà un elefante che inizia a inseguire a a schiacciare i tre ragazzi, che si trovano a correre a destra e a sinistra inseguiti da sti elefanti che in realtà corrono solo perchè sono i ragazzi a correre, o a saltare perchè saltano i ragazzi.
cmq alla fine,la mia attenzione onirica si concentra sulla ragazza, che è praticamente esausta, ha perso tutte le forze e sa che se si ferma l'elefante la schiaccia ma sa anche che se muore lei,muore anche l'elefante.
e allora cosa fa??
cerca di salire su una roccia(tipo quella che sta alla grotta del monaco)perchè buttandosi da lì morirebbe e di conseguenza morirebbe pure l'elefante(preferisce morire così piuttosto che schiacciata dall'elefante)e insomma dopo esser salita varie volte e buttatasi di sotto altrettante volte, piena di dolori, di acciacchi e di ferite, mentre sta risalendo sulla roccia eccola che muore.e con lei anche l'elefante.
e mentre lei è stesa per terra,ecco che entri in scena tu, le prendi il braccio e le sposti una ciocca dei suoi capelli dal viso.
lei apre gli occhi e dice "tu sei il teschio della morte"
tu sorridi e lei continua" ho capito che voglio vivere"
tu sorridi
lei si alza, però un pò come nei film, quando il corpo resta per terra e si alza solo "l'anima o il fantasma", e continua"ho capito che voglio vivere, continuare a vivere, correre nei prati e godermi tutto questo"
alchè tu le fai"allora vieni con me"
lei"ma sono morta"
tu"ora non più"
lei si gira verso l'elefante e nn lo vede più ma al suo posto vede se stessa"visto,sono morta"
poi si gira dinuovo, guarda il suo corpo"reale",si spaventa un pò e dice"vedi?"
e tu"vieni con me"
lei:"e loro?"
e tu le rispondi"loro hanno imparato a correre mantenendosi in equilibrio sulla vita"

finisce il mio sogno

in realà continua, perchè poi mi ritrovo in un altro posto,che al contrario del primo"episodio" si svolge in una specie di fabbrica buia dismessa e abbandonata e purtroppo nn mi ricordo che succedee!!

non so se la ragazza bionda ero io,perchè cmq aveva i capelli lunghi e mossi biondo sole...
che volevi dirmi???
 
 
 
TESCHIO DELLA MORTE:
Penso sia un bellissimo sogno, come quelli che più mi piacciono. Non è un complimento... non è da tutti fare sogni così belli, così articolati e così fantastici. La parte finale ricorda un po' qualche vecchia sceneggiatura da fumetto, tipo dylan dog (prima serie!). Lo leggi, o lo leggevi?
Il sogno si spiega da solo, e tu stessa ne hai dato la chiave: l'alter ego!
Chi è nascosto dietro l'albero? L'alter ego di ciascuno! Ma esso è uno solo, ciò che cambia è la rappresentazione visiva che ciascuno ne fa...a sua immagine e somiglianza! E' la parte negativa di ciascuno, che, appena presa coscienza, si distacca da noi stessi e vive di vita autonoma. Gli antichi maestri tibetani la chiamano "la Thulpa", essa è un fantasma speculare che vive in noi stessi, morto ancor prima che noi stessi moriamo, e ci perseguita nella vita, portando la nostra stessa identità. Anche Carl Gustav Jung approfondì molto questo tema, quando parlò dell'inconscio collettivo di gruppo. Tuttavia solo persone particolarmente elevate (da un punto di vista psicologico) riescono a vedere la propria Thupa (o "Tulpa" senza h, in base alle trascrizioni), perciò ho detto che sei una persona "profonda". Ordunque.... in una fase successiva la Thulpa acquisisce cosienza propria e prende il sopravvento, come una "forza culturale" che ci sovrasta (cfr. "lL'elefante invisibile", Giuseppe Mantovani Giunti, Firenze, 1998)...guarda caso proprio in forma di elefante. L'unico modo di uccidere una thulpa è quello di uccidere se stessi, perchè essa vive solo in virtù delle nostre energie,semplicemente le "negativizza", assurgendo a forma di mostro o chimera. Ma esiste un'altra via...una via non per tutti, una via "iniziatica" (non so se riesci a seguirmi, perchè è un discorso complesso), un viaggio nei territori più oscuri del nostro io, che permette la scissione dalla thulpa. E' un cammino parallelo alla morte, quello che gli antichi alchimisti chiamavano "l'opera al nero", ma che non è la vera morte. Morte significa trasformazione, acquisizione di una nuova dimensione, per ottenere la quale è necessario "morire" ad un tipo di vita e "nascere" nuovamente ad una nuova dimensione....ad una dimensione solare che irradia dalla tua testa (ecco il "biondo sole" dei capelli).
Ora... e qui veniamo alla mia parte... Le ossa e il teschio rappresentano la morte di ogni illusione...poiché nessuna meditazione e azione "simbolica", e quindi "sacra", può essere efficace se si permane in vane speranze.
Il teschio rappresenta l'adepto, colui che si incammina sulla strada della conoscenza per ritornare ad essere padrone di se stesso e della sua esistenza.
E' il profondo conoscitore dei meccanismi che regolano l'universo e quindi di come poterli usare per il bene proprio e quello delle altre creature.
E' il simbolo della morte vista come atto di rinascita, l'opera al nero degli alchimisti, il mistero da svelare, la trasformazione...
Quindi...."tu vieni con me" perchè hai superato la prova, gli altri hanno imparato "a correre mantenendosi in equilibrio sulla vita", quindi hanno riassorbito il loro alter ego e devono continuare a "correre", a scandire il loro tempo, condannati a girare ignari come astri nel cielo, in un continuo rincorrersi di esistenze.
Tu non hai più bisogno di correre, perchè puoi condividere una dimensione senza tempo, laddove vita e morte non hanno alcun significato.

February 19

...

-anche se in realtà credo che il sentimento sia finzione. noi creiamo l'amore e le sue malformazioni. noi sentiamo il bisogno di inventare le emozioni. siamo ancora noi che desideriamo avere uno scopo. che crediamo di amare unicamente e profondamente qualcuno. la verità è che non vogliamo accorgerci del tempo che passa. o meglio vogliamo farlo il più gradualmente possibile. per far si che la vita,per quanto già ci renda sintetici,non lo faccia anche quando si tratta di cuore. anzi,di stomaco. a volte credo di essere disposta a scendere tra gli umani. a credere che possa esistere un ostacolo da NON superare-
February 16

...

"si definisce l'uomo come un risolutore di problemi,come un essere la cui capacità di risolverli supera supera di gran lunga quella di qualsiasi altro essere vivente.
l'uomo è un essere produttore di problemi anche se poi è un migliore risolutore di essi.
[...]la gente si fida molte volte di ciò che è sperimentato e,dal momento che è faticoso affrontare una novità,tende a seguire un certo automatismo nei procedimenti di soluzione.
è qualcosa che si può notare sia a livello individuale,sia a livello sociale. la società è,come diceva Platone,il grande individuo."
 
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